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· Torneo di Rogue Spear |
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Gioca |
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Recensione |
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| Ignazio
Silone - Fontamara |
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| Titolo |
Fontamara |
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| Autore |
Ignazio Silone |
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| Genere |
Romanzo |
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| Casa
Editrice |
Mondadori |
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| Prezzo |
€ 5,68 |
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| Pagine |
208 |
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Il romanzo
di Silone, pur presentandosi come un'opera intessuta di una
sua verità storica, che esprime gli stati d'animo collettivi
dei contadini di Fontamara, è scandito da un'alternanza di registri
che confluiscono nella coralità e nella denuncia violenta di
ogni ingiustizia. Il referto antropologico, la ballata popolare,
la parabola evangelica e la satira politica si fondono nel racconto,
quasi a formare una partitura ritmata dalla miseria e dalle
sofferenze a cui i "cafoni" di Silone sono assuefatti da secoli.
La vicenda si inquadra nei primi anni della dittatura fascista
a Fontamara, "un antico e oscuro luogo di contadini poveri situato
nella Marsica, a settentrione del prosciugato lago del Fucino".
La scala sociale del paese conosce solo due condizioni: quella
dei "cafoni", che sono "i braccianti, i manovali, gli artigiani
poveri" e quella dei piccoli proprietari, ma sono solo i primi
a subire i soprusi e le ingiustizie, divenuti per loro così
antichi da sembrare naturali come la neve e il vento. Il romanzo
registra la scintilla della ribellione, personificata da Berardo
Viola, che assurge a emblema di un nuovo, seppure ancora impreciso
e velleitario, livello di dignità. Il giovane subirà le torture
della milizia fascista, ma sarà il primo "cafone" a morire in
nome di una causa collettiva. In questa luce, anche l'acqua
fatta deviare abusivamente dal potente podestà di Fontamara,
scatenando la prima rivolta, assume un significato simbolico
e vitale: il risveglio catartico e lustrale delle coscienze,
impastate dall'ignoranza e dall'apatia di secolari prevaricazioni.
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