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· Torneo di Rogue Spear |
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Gioca |
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Recensione |
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| Ian McEwan
- Cani neri |
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| Titolo |
Cani neri |
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| Autore |
Ian McEwan |
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| Genere |
Romanzo |
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| Casa
Editrice |
Einaudi |
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| Prezzo |
€ 13,43
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| Pagine |
166 |
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Jeremy ha
perso i genitori a otto anni in un incidente stradale: da allora
va cercando dei sostituti e temporaneamente li trova tra padri
e madri di compagni di scuola, tra gli insegnanti all'università
e finalmente, definitivamente, nelle figure di June e Bernard
Tramaine, i genitori acquisiti, adottati per così dire
attraverso il matrimonio di Jenny. Il romanzo è appunto
un tributo a questi due vecchi, rappresentanti della generazione
che ha vissuto la propria giovinezza durante il secondo conflitto
mondiale, e il tentativo spasmodico da parte di Jeremy di ricucire
nel ricordo i brandelli del loro amore.
Bernard e June si incontrano nella Londra degli anni quaranta;
a unirli è l'amore reciproco e la fede nell'ideale comunista.
Ma per paradosso saranno proprio il loro amore testardo e la
cocente disillusione del comunismo ad allontanarli nel corso
degli anni. La loro storia viene perciò a costruirsi
come esemplare: nei loro inconciliabili modi di credere (nella
scienza, nalla nazionalità e nel progresso sociale, Bernard;
nel dispiegarsi magico dell'esistenza e nel disegno divino,
June) si inserisce il discorso di Jeremy e il suo eterno dubitare
su chi dei due possegga la chiave, chi mostri l'approccio vincente
verso la vita.
MecEwan, come sempre straordinario nel distillare senso narrativo
da brevi episodi cruciali, costruisce un cresciendo di aspettative
intorno alla vicenda dei "cani neri" di June, intorno
cioè a quel momento in cui lei riconosce la svolta della
sua vita e di fronte al quale anche la ragione di chi legge
vacilla in un'incertezza inquietante.
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